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Israele: la zona franca dei diritti umani

La propaganda filo israeliana propinataci dai mezzi d'informazione, dai politici italiani e dal guru dei diritti umani Saviano, vorrebbe farci credere che lo stato ebraico è l'unica democrazia, la sola realtà civile del Medio-Oriente rispettosa del Diritto Internazionale, ma così non è. Quel che si nasconde dietro il silenzio complice dei media è una situazione tragica per i palestinesi. In queste ore la municipalità di Gerusalemme ha ordinato L’ABBATTIMENTO DI 25 CASE PALESTINESI A SILWAN, QUARTIERE PALESTINESE DELLA ZONA EST DELLA CITTÀ SANTA.

Lo scopo degli israeliani è la costruzione di colonie e strutture pubbliche destinate a una cittadinanza esclusivamente ebraica per così continuare il progetto di pulizia etnica della popolazione palestinese in atto ormai da quasi un secolo. Non si farà scrupolo lo stato ebraico, fautore del valore della Memoria ( la loro ), di abbattere persino il cimitero arabo, per creare spazi a nuovi edifici e musei della cultura ebraica.

UN ALTRO PIANO ISRAELIANO È QUELLO PER LA COSTRUZIONE DI 2.610 UNITÀ ABITATIVE DA REALIZZARE IN DIVERSE FASI, COMPRESO UN HOTEL TRA BEIT SAFAFA E L’INSEDIAMENTO DI GILO, A SUD DI GERUSALEMME.

Da _Peace Now_, il direttore Hagit Ofran, parla di “azioni rapide pre-elettorali in Israele, avallate dal premier Benjiamin Netanyahu per impedire qualunque possibilità di dialogo con i palestinesi”.

Questi fatti indicano, per chi ancora crede alla favola dei due stati, la volontà israeliana di rendere impossibile la fondazione dello Stato palestinese e separare irreversibilmente Gerusalemme dal resto della Cisgiordania, ancora e comunque occupata da Israele.

Altra realtà totalmente oscurata dai mezzi cosidetti d'informazione è la protesta attuata dai detenuti palestinesi nelle carceri israeliane: dal 17 aprile 2012 circa 2000 prigionieri praticano lo sciopero della fame per sensibilizzare l'opinione pubblica internazionale sulle loro drammatiche condizioni detentive.

Questo sciopero è un tentativo disperato di migliorare le proprie orribili condizioni. Quello che segue è un sintetico elenco di "civilissime" pratiche israeliane che i prigionieri denunciano con lo sciopero della fame: * Tortura e altri trattamenti disumani o degradanti, terrore psicologico; * Molti prigionieri sono privati del diritto a ricevere le visite. Ad alcuni detenuti palestinesi vieta tale diritto anche da 10 anni! * Il ricorso alla detenzione amministrativa, cioè senza un capo d'accusa, è notoriamente una crudele forma di detenzione. E’ una prassi delle autorità israeliane quella di arrestare e lasciar perire nelle prigioni i palestinesi a tempo indeterminato e senza processo, spesso per anni; * Ai prigionieri palestinesi Israele nega cure e trattamenti medici di base, e tale pratica è causa di malattie gravi e croniche.

Lunedì scorso, Richard Falk, relatore speciale per l'Onu sulla situazione dei diritti umani nei Territori occupati, ha affermato: “Sono sconvolto dalle continue violazioni dei diritti umani nelle prigioni israeliane e sollecito il governo di Israele a rispettare i suoi obblighi internazionali in fatto di diritti umani verso tutti i prigionieri palestinesi” e ha aggiunto: “Israele deve trattare quei prigionieri in sciopero della fame in accordo con gli standard internazionali, compresi il permesso per le visite dei familiari”.

Falk ha fatto notare che, dalla guerra del 1967, circa 750MILA PALESTINESI, COMPRESE 23MILA DONNE E 25MILA BAMBINI SONO STATI DETENUTI NELLE PRIGIONI ISRAELIANE. Ciò costituisce circa il 20% del totale della popolazione nei Territori palestinesi occupati, o il 40% del totale della popolazione maschile nei Territori occupati.

“L’AMPIO USO ISRAELIANO DELLA DETENZIONE AMMINISTRATIVA viola gli standard internazionali per i processi equi”, ha aggiunto Falk. “I detenuti devono essere in grado di difendersi effettivamente dagli ordini di detenzione amministrativa, incluso il fatto che gli avvocati abbiano pieno accesso alle prove su cui l’ordine è basato”. Il Relatore speciale dell'Onu ha evidenziato che, attualmente, Israele tiene circa 300 palestinesi in detenzione amministrativa.

Falk, inoltre, si è rivolto alla comunità internazionale per assicurarsi che Israele rispetti le leggi e le normative umanitarie internazionali nel trattamento dei prigionieri palestinesi. Possiamo aggiungere, sperando di sbagliarci, che nessun organismo internazionale interverrà seriamente per alleviare le sofferenze dei palestinesi, vi è una sola verità che va detta senza timore: quando si possiede il controllo dei grandi mezzi di comunicazione e le leve del potere finanziario, nessuna richiesta d'aiuto e di giustizia verrà ascoltata da chi è responsabile o complice di un crimine. Per questa ragione la lotta del popolo palestinese ci sta a cuore, poichè è, come la nostra, una lotta per la libertà e la giustizia e va oltre i confini geografici e mentali.

Per concludere riportiamo lo stralcio di una lettera struggente di un prigioniero palestinese, Mohammad Brash che scrive dalla prigione israeliana di “Aishel”:

Non dite a mia madre che sono diventato cieco. Quando viene a trovarmi, lei non sa che sono diventato cieco dopo che i miei occhi si sono ammalati e il buio ha invaso il mio corpo.

Lei mi vede ma io non la vedo. Le sorrido da dietro la rete di ferro e faccio finta di vederla quando mi mostra le fotografie dei miei fratelli, dei miei amici e dei nostri vicini.

Non ditele che sono anni che aspetto un’operazione per avere una cornea nuova e che sono anni che la direzione del carcere rimanda, rimanda e poi rimanda ancora dando ai miei occhi tutte le ragioni per dimenticare la luce del giorno.

Non raccontatele del mio corpo segnato da ricami di schegge di piombo, né che il mio piede sinistro è stato amputato e sostituito da uno posticcio mentre quello destro è già ammuffito e si sta distaccando dalla vita.

Non raccontatele come un prigioniero perde la cognizione dei sentimenti più elementari, condannato a vedere soltanto ferri e cenere e mai il bianco radioso e i cavalli sellati dal silenzio che guidano verso la speranza......

Scritto da Elvio Arancio il 08/05/12. Commenti: 0

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